Lo scenario

Considerando le varie tipologie fin qui realizzate, di occhiali smart per la realtà aumentata ne sono stati distribuiti sul mercato mondiale oltre 340 mila nel 2017, secondo Statista, e per l’anno in corso se ne attendono, sempre a livello globale, più di 3,7 milioni di unità, che nel 2022 potrebbero arrivare a 22,8 milioni.

In base a questi numeri, il giro di affari mondiale che ruota attorno agli smart glassess ARè stato di mezzo miliardo di dollari l’anno passato, mentre per la fine del 2018 è stimato superare i 4,4 miliardi di dollari, per poi arrivare a sfiorare i 20 miliardi di dollari nel 2022.

Le Wearable Technology non sono altro che strumenti tecnologici che possono essere indossati dall’essere umano.

Quali sono le tecnologie che si possono indossare? E cosa vuol dire “indossare”?

La tecnologia attuale è ad un punto tale che può essere considerata applicabile a tutti gli ambiti della vita, inclusi l’abbigliamento e la vestibilità in generale. Tutte le tecnologie sono indossabili, basta lavorare di fantasia.

Vi sono tecnologie che si applicano direttamente al corpo umano (esempio: i famosi smartwatch o i fit-tracker) ed altre che si applicano sui vestiti o “dentro” i vestiti (esempio: sensori di movimento o micro antenne per la connettività wireless).

Nell’immediato futuro saremo pervasi da esse. Tutti i nostri vestiti, cappelli, scarpe, giacche ecc., avranno componenti elettroniche/tecnologiche.

Wearable Technology andrà, senza ombra di dubbio, a far parte dell’ “Internet of things”, ovvero quella realtà, che andrà a realizzarsi nel giro di non troppi anni, nella quale la maggior parte degli oggetti di uso comune e di uso domestico, sarà connessa in rete.

Già adesso possiamo riscontrare questa realtà in alcuni elettrodomestici come le lavatrici o i piccoli robot aspirapolvere, che si azionano con un semplice click dal proprio smartphone.

I vestiti, come gli oggetti, saranno online: saremo connessi ad internet dalla testa ai piedi.